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Comunicati

Biblioteca del Centro Documentazione Donna

via Terranuova 12/b – Ferrara

lunedì 19 febbraio, ore 18

 

Incontro con Vera Vigevani Jarach

Vera Vigevani è nata a Milano nel 1928 e dieci anni più tardi dovette emigrare in Argentina perché le leggi razziali le impedivano di andare a scuola e di avere una vita normale. Suo nonno rimase in Italia e finì deportato ad Auschwitz.

In Argentina Vera sposò Giorgio Jarach e lavorò fino alla pensione come giornalista all'ANSA di Buenos Aires. 
Nel 1976, quando il colpo di stato ordito da Jorge Rafael Videla  instaura la dittaura, tra le vittime del regime c'è anche Franca Jarach, la figlia diciottenne di Vera.

A Vera Vigevani, che appartiene al movimento de las Madres de Plaza de Mayo fin dai primi mesi della sua fondazione, piace definirsi “una partigiana della memoria”. Vera ha più volte spiegato che, continuando a portare la sua testimonianza, lotta per la creazione di una memoria condivisa, affinché nessuno dimentichi e certi orrori non possano più ripetersi.

venerdì 23 febbraio, ore 17
Luciana Tufani parla di Le sorelle Materassi e la sindrome di Giocasta. In collaborazione con il Teatro Comunale

domenica 25 febbraio, ore 16
Logoramenti, incontro con Porpora Marcasciano. Organizzato dal Centro Donne e Giustizia

mercoledì 28 febbraio, ore 17
Letizia Lanza parla di Donna sapiente, donna strega

 

L'INCONTRO PREVISTO PER venerdì 15 dicembre ore 17 è ANNULLATO

 

befana

Siete tutte invitate sabato 6 gennaio alle ore 17 per giocare insieme a tombola.

In palio libri, bigiotteria, dolci ..... il ricavato andrà  a sostegno delle attività del Centro Documentazione Donna.

Per chi lo desidera si cena insieme con la pizza e si prosegue la festa giocando a burraco.

 

Biblioteca

del

Centro Documentazione Donna

via Terranuova 12b – Ferrara

venerdì 1 dicembre 2017

ore 17

Libri migranti
(Cosmo Iannone, 2015)

ne parla l’autrice

Melita Richter

 

«Quando migriamo – e non necessariamente obbligati dalla fuga – quanto spazio trovano i libri, o un libro solo, nella nostra valigia?»

Quali libri riteniamo così necessari da dover essere portati con noi in un viaggio di sola andata? Non è una domanda facile: troppi sono i libri che  sono stati parte essenziale della nostra vita, abbiamo amato e abbiamo voluto tenere con noi; troppo spazio nella valigia.

Non è una scelta facile perché in essa si giocano la nostra identità e il nostro rapporto con il mondo: chi siamo, chi vogliamo essere, quali aspettative ci prefiguriamo.

«Un libro che ci accompagna prolunga il legame ombelicale con quello spazio intimo che continuiamo a chiamare casa».  
Così Melita Richter, scrittrice e studiosa di origine croata residente da molti anni a Trieste, descrive la funzione che i libri possono avere per chi  emigra. Una  frase che ben illustra lo spirito che ha animato la sua idea di invitare una varietà di persone, che condividono la condizione della migranza verso l’Italia, dall’Italia all’estero e dal sud al nord dell’Italia a raccontare il loro rapporto coi libri. Da questa idea è nato
Libri migranti, un caleidoscopio di racconti, 39, di stile e genere diversi: molti autobiografici, altri creativi, tutti legati dal filo rosso dell’amore per i libri.

 

Melita Richter, nata a Zagabria, vive a Trieste dal 1979. Sociologa, saggista, docente universitaria. Autrice, coautrice e curatrice di un gran numero di libri che hanno quasi sempre per tema l’interculturalità, gli studi di genere, il conflitto jugoslavo. Collabora a riviste nazionali e internazionali sui temi dell’interculturalità, integrazione europea e questioni balcaniche. Già docente di Letteratura serba e croata moderna e contemporanea alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Trieste, e del Corso ‘Donne, politica e Istituzioni’ presso la stessa Università.  È tra le fondatrici della Casa internazionale delle donne di Trieste. Socia della SIL - Società italiana delle letterate. Per la SIL ha curato il Quaderno no.1 sul tema “Terzo spazio”, Trieste, 2011. Fa parte del Comitato di redazione di «El Ghibli», Rivista di letteratura della migrazione. Scrive poesia. È socia della “Compagnia delle poete”, fondata da Mia Lecomte.