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Il Centro Documentazione Donna di Ferrara è nato nel 1980 quando il Neofemmenismo si è andato trasformando da movimento di piazza in movimento che voleva creare spazi di conservazione della memoria storica delle donne.

Durante gli anni Sessanta e Settanta gli studi teorici che avevano accompagnato le rivendicazioni femministe avevano messo in luce che quello che veniva elaborato era stato già detto nei secoli precedenti dalle donne che avevano fatto parte del primo femminismo nell’Ottocento ma ancora prima da singole donne o gruppi che si possono considerare protofemministi. Quanto fatto e scritto da quelle donne era stato però cancellato dalla Storia e letteratura ufficiali; per impedire che ciò succedesse ancora si era deciso di fondare dei luoghi in cui venisse conservato il materiale culturale prodotto nei secoli dalle donne: volantini, riviste e opuscoli del Movimento delle donne ma anche saggi e opere letterarie che le donne del passato avevano scritto.

Il CDD di Ferrara è stato uno dei primi in Italia ad essere fondato e la sua attività ruota attorno alla sua ricca biblioteca che rimane tuttora una delle biblioteche specializzate delle donne che possiede più libri e riviste. Questa funzione le è stata riconosciuta anche dalle istituzioni e infatti fa parte integrante del Polo bibliotecario ferrarese e i suoi libri sono presenti e consultabili nel catalogo nazionale Opac. Poiché molti dei libri presenti nella biblioteca si trovano solo in essa e non in altre biblioteche, le richieste di libri in prestito arrivano da persone e biblioteche non solo dalla provincia di Ferrara ma da tutta Italia e dall’estero.

Il CDD ha una doppia valenza: culturale e politica. Politica nel senso più alto della parola: si presenta infatti non solo come luogo di conservazione della Memoria storica ma anche come luogo di aggregazione e soprattutto di riflessione.

Di aggregazione perché le donne, ma anche gli uomini che vogliano farlo, possono trovarsi in uno spazio accogliente nel quale studiare e riflettere. Negli anni il Centro ha ospitato e continua a ospitare diversi gruppi che ne condividevano le finalità: Arcilesbica, DDD, Teatro CDD, Stanza di Sheherazade, Coro donne Sonarte, ecc.

Gli incontri organizzati per stimolare la riflessione sui temi e sui meccanismi culturali che hanno portato all’attuale condizione delle donne hanno lo scopo di creare nelle donne una consapevolezza di genere che le spinga a creare quelle condizioni che dovrebbero portare a un cambiamento della società che realizzi l’utopia femminista di un mondo senza violenza e discriminazioni.

Tutta la fitta attività di incontri e presentazioni che si svolgono al CDD hanno questo scopo che è risultato più chiaro, in particolare, nel ciclo di incontri “Alle origini della diversità” che ha messo in evidenza le origini culturali (attraverso il linguaggio, la storia, la filosofia, i miti e la religione, la letteratura) della creazione del “diverso” di cui le donne rappresentano la diversità per eccellenza.

Altre attività del CDD, legate sempre al suo essere essenzialmente una biblioteca, sono la riscoperta di scrittrici dimenticate, la rilettura di opere fondamentali di grandi “madri” del femminismo, la proposta di libri e temi di attualità, l’offerta di laboratori di lettura e scrittura, le rassegne cinematografiche, l’organizzazione di gite nei luoghi legati a scrittrici, artiste ecc.

Molte delle attività del CDD, come si vedrà dagli esempi elencati qui di seguito, sono di supporto alle istituzioni perché realizzano progetti che le istituzioni non hanno la possibilità di organizzare e seguire con costanza.

Il CDD rappresenta una ricchezza per la città di Ferrara perché ha messo a diposizione del pubblico un patrimonio librario che è stato accumulato grazie alle donazioni della socie, in particolare grazie ai libri che le casa editrici hanno inviato come omaggio per recensione alla rivista «Leggere Donna», edita a Ferrara. Un patrimonio (che nel 2018 supera i diecimila libri e comprende una raccolta di riviste femministe di tutto il mondo di 200 testate ricevute in scambio con «Leggere Donna») che la città si trova a disposizione senza aver sostenuto alcuna spesa per acquistarlo.

Un’altra ricchezza per la città è dovuta alla collaborazione con l’Università e le scuole che offre alle e agli studenti occasioni per stage, consulenza per tesi e ricerche, progetti specifici (es. laboratori di lettura, scrittura, teatro).

Una collaborazione stabile è anche quella con il Teatro Comunale di Ferrara con il quale vengono realizzati incontri di approfondimento su temi collegati agli spettacoli delle stagioni di prosa e danza.

Inoltre il CDD, in quanto associazione di volontariato, ha collaborato e collabora con altre associazioni di volontariato ferraresi.

Non va dimenticato che, grazie alle cure di una delle socie, il cortile della sede che il CDD ha ricevuto in affitto dal Comune è stato trasformato in un giardino aperto a chi frequenta la biblioteca e che è stato inserito nel percorso di “Giardini aperti” organizzato dall’Associazione Il Turco.

L’attività del CDD ha anche permesso alla città di farsi conoscere dappertutto grazie ad alcune speciali iniziative:

  • i convegni nazionali sull’editoria femminista e sull’editoria di qualità: L’imprenditoria delle donne in campo culturale (Ferrara 1994); Da consumatrici a produttrici, le donne e l’editoria italiana (Salone del libro di Torino 1995); Infrangere le regole, la scrittura delle donne (Salone del libro di Torno 1997); La qualità dell’informazione editoriale (Ferrara 2000); L’editoria di qualità, il ruolo delle piccole e medie case editrici (Ferrara 2007)
  • la partecipazione alle fiere del libro femminista di Barcellona 1989 e Amsterdam 1992
  • la partecipazione, in qualità di presidente della Rete Lilith dei Centri di documentazione italiani, al convegno internazionale dei Centri di documentazione femministi di tutto il mondo che si è tenuto a Boston, al Radcliffe College, nel 1994
  • le nove edizioni della Biennale internazionale di disegnatrici satiriche “Le donne ridono” che si è svolta dal 1985 al 2003
  • la partecipazione a progetti europei (il corso per bibliotecarie di genere del progetto NOW nel 1994; la partecipazione al progetto EWA-Women in Older Age dal 2010 al 2012)
  • la partecipazione al convegno dei gruppi femministi del Mediterraneo a Tirana nel 2007
  • l’organizzazione del grande convegno nazionale, nel 2018, dei Centri culturali femministi italiani