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Sabato 16 ottobre 2021, alle ore 16.30, nella Biblioteca del Centro Documentazione Donna, via Terranuova 12/b, Ferrara, cerimonia di intitolazione del  giardino a Rina Melli, sindacalista e femminista ferrarese, fondatrice e direttrice del giornale «Eva».

La richiesta di intitolazione è stata approvata dall’Ufficio toponomastica del Comune di Ferrara, dopo essere stata vagliata dall’apposita Commissione.

Alla cerimonia saranno presenti, per il Comune, Ilaria Franciosi e  rappresentanti della Commissione Toponomastica. Susanna Garuti, autrice della biografia di Rina Melli, Come le donne diventeranno libere: socialismo ed emancipazione nel giornale della socialista Rina Melli: Eva (1901-1903), parlerà della vita e dell’opera di Rina Melli. Sono state invitate a partecipare le rappresentati ferraresi del  gruppo nazionale Associazione Toponomastica Femminile. 

Rina Melli  nacque a Ferrara il 3 novembre del 1882.  Primogenita di quattro figli, venne istruita privatamente ed ebbe come precettore  Paolo Maranini, allora ventenne. I due si innamorarono ma il padre era contrario alla loro relazione sia perché Rina aveva solo quattordici anni ma soprattutto a  causa della militanza politica di Paolo, già allora dirigente di un circolo socialista della città.  Perciò  Rina, appena compiuti i diciotto anni, abbandonò la famiglia, andò a vivere con la famiglia di Paolo Maranini e lo sposò. Iniziò subito la sua militanza politica all'interno del gruppo dirigente socialista ferrarese dove assunse un ruolo importante, acquistando ben presto grande popolarità. Poiché il gruppo dirigente  non dava sufficiente spazio alla componente femminile, Rina   decise di fondare un giornale socialista rivolto alle lavoratrici, «Eva»,  il cui primo numero uscì il 15 giugno 1901. Anche se non dichiaratamente femminista come «La Donna» di Gualberta Alaìde Beccari, il primo e più importante periodico femminista italiano cui collaborarono mote tra le donne più impegnate nel movimento, a partire da Anna Maria Mozzoni,  «Eva» è da considerarsi un antesignano della stampa periodica femminista.

In seguito agli attacchi degli avversari politici e a causa delle divisioni interne del gruppo dirigente, Rina e il maritò si trasferirono dapprima a Genova poi in altre città, dove proseguirono la loro attività editoriale e politica.

Rina morì a Pavia, dove visse gli ultimi anni insieme alle figlie, il 25 marzo 1958.