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Quando se non ora?

Scrivere per non avere paura

Laboratorio di scrittura di esperienza

A cura di Adriana Lorenzi

Premessa

Si associa spesso il coraggio all’assenza di paura, eppure questa è più spesso segno d’incoscienza poiché implica il disprezzo di ogni allerta e rende pericoloso il soggetto per sé e per gli altri. Quando si ha paura, si rimane paralizzati, o si fugge via, oppure si sceglie di fronteggiare la paura, nutrendola di coraggio. Il coraggio va allenato e la scrittura può diventare il mezzo per irrobustirsi e non avere paura della paura.

Quando si supera la propria paura, si tocca con mano il coraggio dimostrato e cresce in autostima, aumenta la voglia di fare al meglio delle proprie possibilità e capacità.

Le persone di coraggio sono quelle che hanno deciso non solo di esistere, ma di farsi carico della propria e dell’altrui esistenza. Sono quelli che hanno raccontato la loro storia per trasformarla in traccia da seguire, in esempi di responsabilità, dignità, riconciliazione con i propri limiti e le contingenze della realtà circostante, sopportazione delle difficoltà, rinunciando ad alibi e scappatoie.

Finalità

Accompagnare le persone a farsi coraggio e infondere coraggio ad altri attraverso la scrittura di frammenti della propria esperienza. Le storie che ciascuno può scrivere sugli eventi vissuti possono diventare unità narrative capaci di dare valore al passato e prefigurare il futuro. Scrivendo ciascuno si dota di un coraggio generativo per non farsi piegare - magari anche spezzare – dagli accadimenti della vita. Quando se non ora? E così si assume il rischio di raccontarsi e raccontare insieme ad altri.

Obiettivi

  • Aumentare la capacità narrativa in merito alla propria storia di vita

  • Fare emergere unità di senso della propria storia

  • Consolidare l’abilità di ascoltare le storie altrui

  • Incrementare la consapevolezza delle possibilità di costruzione di nuovi legami e reti di relazione tra soggetti variando i copioni narrativi

Metodologia

La conduzione del lavoro è ispirata alle teorie andragogiche che pongono al centro del lavoro il dato esperienziale dei partecipanti stimolandoli alla riflessività.

La metodologia di lavoro sarà prevalentemente deduttiva come si conviene a una modalità laboratoriale che, in questo caso, sarà incentrata sulla scrittura.

Le fatiche della scrittura

Scrivere non è facile, perché nell’esperienza di ciascuno le rappresentazioni più immediate riferite alla scrittura sono:

  • La scuola, dove la scrittura è un compito da svolgere e da consegnare all’insegnante che corregge e giudica

  • Il dono innato, per cui la buona scrittura è una dote originaria più che il frutto di un apprendimento

Per queste ragioni (timore della valutazione e inutilità dell’esercizio di scrittura) ci si disaffeziona a tale pratica preferendo l’oralità o forme contratte di scrittura.

Eppure la scrittura è una struttura che struttura e quindi si fa portatrice di disciplina, metodo e responsabilità. Le storie possono regalare soddisfazione, fierezza quando si riesce a raccontare bene la propria storia di vita e farla circolare affinché sia una forma di testimonianza, un resoconto di quanto patito e gioito.

Il percorso, configurandosi quale formazione agli adulti valorizza l’apporto personale ed esperienziale dei soggetti, privilegia la partecipazione attiva e le metodologie induttive. Su argomenti di particolare interesse verranno forniti specifici contributi teorici.

Come strumenti didattici si farà ricorso alla scrittura tramite induttori, alla lettura ad alta voce, a discussioni in gruppo.

 

Contenuti

Tra i contenuti che verranno trattati si ipotizzano alcuni temi:

  • La scrittura come tecnica di trasformazione e di apprendimento

  • L’istinto di narrare e trasformare ogni cosa in una storia

  • La memoria e i ricordi

  • Le sfide della vita con tutte le sue paure

  • Il coraggio come paura superata

  • La gratitudine e il riconoscimento di un debito

 

Aspetti organizzativi

Affinché il percorso formativo possa costituire una effettiva occasione di cambiamento si dovrebbero rispettare i seguenti criteri:

  • Numero delle partecipanti: massimo 20 per garantire a tutte la possibilità di esprimersi, scrivere e leggere i propri testi durante l’incontro

  • Durata di ogni unità di lavoro: minimo 2 ore, necessarie per trattare l’oggetto di lavoro in modo adeguato e consentire a tutte tempi e modi per dialogare e approfondire