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Il *diario di Jane Somers / Doris Lessing. – 6. ed. – Milano : Feltrinelli, 1992. – 254 p. ; 18 cm. ((Trad. di Marisa Caramella

…… La protagonista nonché narratrice di questa storia è l’elegante Janna Somers, nome la cui variante è Jane. Jane, bella quarantanovenne dal solido successo professionale; Jane caporedattrice di una rivista di moda a larga diffusione; Jane con il suo stile unico, ricercato e ineguagliabile; Jane con un piccolo appartamento arredato con cura nei minimi dettagli. L’altro personaggio di spicco è l’anziana Maudie Fowler. Maudie, novantaduenne ricurva e vestita di stracci, sola e malinconica; Maudie malata e respinta dai parenti che aveva in precedenza aiutato; Maudie, un mucchietto di ossa, ma ancora combattiva e vitale; Maudie con una casa vecchia e trasandata senza alcuna comodità. Cosa avranno da dirsi o da condividere due donne così?

Jane è vedova, ha sempre investito soprattutto nel suo lavoro e né la morte del marito, né quella della madre l’hanno effettivamente coinvolta. E’ una donna che si prende cura meticolosamente di se stessa, con i suoi lunghi bagni caldi e programmando la domenica sera gli abiti da indossare per i giorni della settimana successiva. Ha paura della malattia, dell’invecchiamento del corpo e della mente e solo il suo lavoro alla rivista Lilith, che svolge con passione e determinazione, la rende sicura di se stessa. Un giorno però incontra Maudie, “la vecchia e arcigna strega”, piccola e dal colorito giallognolo. La vita di Jane subisce una svolta venendo a contatto con un mondo totalmente sconosciuto. Mai aveva notato quante vecchiette sole e bisognose si aggiravano nel quartiere. E mai si era resa conto della loro sofferenza fisica e psicologica, ma anche della dignità con cui queste affrontavano la vita e rifuggivano conseguentemente la morte. Nasce un fortissimo legame, quasi una simbiosi tra le due. Grazie a Maudie, Jane si rende conto di quanto sia stata limitata la sua visione del mondo fino a quel momento, di quanto abbia più o meno consapevolmente ignorato. Riesce a liberarsi pian piano delle proprie abitudini, dei propri egoismi. Decide di prendersi cura di Maudie, nonostante il lavoro la impegni moltissimo e nonostante lo stesso atteggiamento scontroso e orgoglioso dell’anziana sia talvolta scoraggiante. Jane si libera finalmente della corazza costruitasi nel corso della sua vita; affiorano così anche le emozioni causate dalla morte del marito e della madre e tutto il mondo circostante non sarà più lo stesso.
Uno sguardo acuto sul mondo degli anziani e sulla difficoltà di accettare la morte che va loro incontro quando non hanno nessuna voglia di morire. E uno sguardo implacabile sul deterioramento del corpo, su quanto le piccole azioni quotidiane diventino di una difficoltà estrema ad una certa età.
Un libro davvero eccezionale, una critica al mondo borghese egocentrico ed egoista che non si accorge della sofferenza e della solitudine in cui sono costretti a vivere gli anziani. Esseri ritenuti non più utili alla società e che rappresentano solo un peso. Un peso addirittura per i familiari che, troppo spesso dimentichi dell’aiuto e del sostegno fornito loro negli anni passati, sono le persone che gli infliggono le maggiori sofferenze.
Mai avrei pensato di trovarmi davanti a pagine così appassionanti ed allo stesso tempo di una malinconia e tristezza estreme. Un racconto straordinario da leggere e su cui riflettere.