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Biblioteca del Centro Documentazione Donna
via Terranuova 12/b – Ferrara

dal 27 febbraio all'8 marzo 2015 

T’AMO DA MORIRE mostra fotografica di ANTONELLA MONZONI

(la mostra è a cura del gruppo V-day Ferrarahttps://it-it.facebook.com/vdayferrara  e si può visitare negli orari di apertura della biblioteca - dal martedì al venerdì dalle 16 alle 18,30 - il lunedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30)

Antonella Monzoni presenta alcune immagini che ritraggono i luoghi troppo spesso teatro di violenza sulle donne.

Una violenza non solo fisica, ma anche e soprattutto verbale e psicologica. Sono storie di donne maltrattate, insidiate, discriminate, annientate e uccise in quanto donne.

Casi di crimine in cui il genere femminile della vittima è una causa essenziale, un movente, del crimine stesso. Sì, perché di genere si muore: dunque non vicoli bui o spazi apparentemente pericolosi, bensì immagini di ambienti domestici.

Partendo dalle testimonianze di donne che hanno subito violenza, Antonella Monzoni riproduce abilmente scenari di cucine, salotti, camere da letto che si trasformano in prigioni, siti di paura, pericolo e anticamere della morte. Una modalità dell’amare che si traduce nei toni violenti e scabrosi derivanti dal senso del possesso di un certo universo maschile sul reciproco femminile.

Perché così spesso le donne maltrattate, picchiate, massacrate dai loro partner non hanno giustizia? Perché in maggioranza nemmeno li denunciano? La violenza domestica è un reato di serie B?

Il progetto fotografico di Antonella Monzoni interpreta la complessa dinamica della violenza domestica sulle donne che, grazie alla recente legge contro il femminicidio, non si pone più come una questione “privata”, bensì come problema di rilevanza sociale che chiama in causa cittadini e istituzioni.

Antonella Monzoni http://www.antonellamonzoni.it/

Pratica una fotografia di reportage umanista con una spiccata cifra intimista tesa all’assimilazione culturale del ricordo. Nei suoi lavori, i simboli e i luoghi della memoria diventano tracce di appartenenza.

Così in Madame (Premio Mario Giacomelli 2007 e Selezione PhotoEspana-Descubrimientos 2008), in Silent Beauty (Menzione d’onore International hotography Awards 2008) e con Ferita Armena col quale nel 2009 riceve la Menzione Speciale Amnesty International Festival dei Diritti ed è finalista al Premio Amilcare Ponchielli e selezionata al Visa pour l’Image di Perpignan.

Sempre nel 2009 vince il Best Photographer Award al Photovernissage di San Pietroburgo e nel 2010 viene proclamata Autore dell’Anno FIAF.
Dal 2011 fa parte del Collettivo Synap(see).
Nel 2012 riceve il primo premio VIPA, Vienna International Photo Award.
Nel 2013 è finalista del Premio Lo sguardo di Giulia, evento creato da Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere e Autonome) sul tema “Chiamala violenza non amore”.
Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Il suo libro “Madame” ha ricevuto la menzione speciale al Premio Bastianelli 2012.
Nel 2015 pubblica il libro “Ferita Armena” in ricordo del centesimo anniversario del genocidio armeno (Gente di Fotografia Edizioni).