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Biblioteca del Centro Documentazione Donna

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venerdì 12 aprile 2019

ore 18

 

Rita Calabrese

parla di

Yva e le altre

Fotografe nella Berlino degli anni Venti

 

Il gran numero di fotografe, di cui molte ebree, costituisce una straordinaria realtà da poco riscoperta della Repubblica di Weimar, in cui si intrecciano il problematico rapporto con l’immagine della tradizione ebraica, la diffusione del fotoreportage, l’affermazione della dimensione visuale nella pubblicità e nelle riviste di moda in un vero e proprio delirio di immagini, la maneggevolezza della Leica e soprattutto l’ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro e l’affermazione del modello della New Woman americana.

Capelli a caschetto, gonne corte, libertà sessuale, indipendenza economica segnano un nuovo modo di stare al mondo. La capitale tedesca, pullulante di segretarie e commesse, automobiliste e aviatrici, dive del cinema e cantanti di Kabarett tra gli avveniristici edifici del Bauhaus diventa un centro indiscusso della fotografia che vede le donne come oggetto e soggetto privilegiato. Berlinesi di nascita o di adozione sono Giséle Freund, Ilse Bing, Ellen Auerbach, Grete Stern,

Eva Besnyö, Marianne Breslauer, Lotte Jacobi, Lucia Moholy e la più grande, Yva (Else Ernestine Neuländer). Un suo allievo, famoso con il nome di Helmut Newton, porterà fino ai nostri giorni l’audace modernità di quella splendida e tragica stagione.

 

 

Rita Calabrese, già docente di letteratura tedesca all’Università di Palermo è autrice di un gran numero di pubblicazioni che riguardano soprattutto la letteratura delle donne e quella ebraica. Con le edizioni Tufani ha pubblicato “Della stessa madre, dello stesso padre. Tredici sorelle di geni” (1996) e “Sconfinare. Percorsi femminili nella letteratura tedesca” (2003); per la stessa casa editrice collabora alla rivista «Leggere Donna». Per il Centro Documentazione Donna ha tenuto spesso incontri su tematiche inerenti ai suoi studi.