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Biblioteca del Centro Documentazione Donna

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mercoledì 27 febbraio 2019

ore 18

Gianni Venturi

parla di

Violet Trefusis e gli anglobeceri a Firenze

 

L’attrazione degli inglesi per la Toscana è un fattore storico. A partire dalla fine del 1700 si crea un rapporto unico tra la regione italiana e i cittadini inglesi, che giungono numerosissimi attirati soprattutto dall’amore per l’arte e il paesaggio mozzafiato. Questo flusso, rinominato degli “anglobeceri” dalla popolazione locale come richiamo al loro modo di parlare, ha visto il passaggio di numerose personalità di spicco. Tra queste risalta sicuramente Violet Trefusis (nata Keppel), scrittrice e intellettuale cosmopolita considerata una personalità di rilievo nell’ambito fiorentino e di riferimento sia per gli italiani che per gli inglesi. Violet arriva a Firenze nei primi anni del Novecento e si fa notare per il rifiuto dei canoni imposti dalla società, per la vivacità intellettuale e propensione all’avanguardia, dove questo non implica un rigetto dell’antichità e classicità artistica. Violet Trefusis è stata infatti una figura di estrema importanza per la valorizzazione della città di Firenze e certamente il suo impegno è espresso in questa sua frase che amava ripetere:
L’antiquité c’est la jeunesse du monde”.

L’incontro fa parte del ciclo ContemporaneaMente, curato da Elisabetta Roncoli, in cui viene analizzata l’opera di intellettuali vissute negli stessi anni di Virginia Woolf ed è propedeutico alla gita a Firenze che organizza il Centro Documentazione Donna il 13 aprile.

Gianni Venturi, ferrarese classe 1938, è stato ordinario di Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Ha scritto volumi e saggi su importanti autori del Novecento italiano tra cui Cesare Pavese, D’Annunzio, Morante, De Pisis e Bassani contemporaneamente alla pubblicazione di studi sulla corte estense, Ariosto e Tasso. Tra i molti ruoli di spicco ricoperti, ha diretto per quasi 30 anni l’istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara.